martedì 25 aprile 2023

BED3

Sono le sei del mattino, la sveglia suona da qualche secondo ed io, voglia di alzarmi da questo letto proprio non ne ho.
Ma lo faccio, un piede dopo l'altro raggiungo il bagno.
Anche questa mattina lo specchio non perdona, mette in luce tutti i difetti e gli occhi assumono uno sguardo implacabile.

La beauty routine è sempre la stessa, una sciacquata al viso, una sistemata ai capelli e la cura del sorriso, fosse mai che qualcuno decidesse di rivolgermi la parola...
Vestirmi non è per niente un piacere, giusto una necessità, non posso uscire di casa in pigiama.

Prendo a caso qualcosa dall'armadio, rigorosamente oversize, per coprire i difetti.
Del resto è evidente, sono brutta, goffa e grassoccia, chi vorrebbe mai condividere un po' di se con una pallocchietta triste che non ha molto da raccontare?
Arrivo a scuola e a testa bassa, percorro il corridoio che mi porta in classe. Faccio il possibile per passare inosservata, per evitare i commenti dei compagni. Potessi essere invisibile...

Giusto ieri la compagna di quarta A ha riso di me facendo il verso del gorilla.
Come vorrei scomparire.

Lei è così bella, con quelle gambe perfette e i capelli sempre in ordine. Starebbe bene anche con un sacco nero indosso mentre io...
E poi, lo dicono tutti, non faccio niente per migliorarmi, non mi voglio bene abbastanza perché altrimenti non si spiega il fatto che io sia così.

Se davvero ci tenessi, non mangerei tutto quello che mangio, non mi abbruttirei sulla poltrona a fissare il vuoto.
Si, sono tutti bravi a dire quello che farebbero loro.

Credo che abbiano ragione, se sono così è unicamente colpa mia, loro, quelli che si divertono a schernirmi, non c'entrano, sono io che fornisco loro un motivo per ridere di me.
Dovrei fare in modo che ciò non accada più.
Finita la scuola, non vorrei tornare a casa, nessuno mi attende, sarò da sola. Io e il mio misero pasto.

Come vorrei mangiare un pi' di più ma non posso, altrimenti cosa divento. Nella dispensa c'è di tutto, salatini, biscotti, creme spalmabili e merendine. Del resto il problema è mio, sono io che non posso quindi loro vogliono trovare ciò che più desiderano, fa niente se per me è una sofferenza.

Proprio ieri ho ceduto ed ho rubato una merendina al cioccolato, non ce l'ho fatta, provo tanta vergogna; chissà quando se ne accorgeranno, le prenderò di sicuro.

Forse è meglio che mi sieda sulla poltrona a fissare il vuoto, almeno non faccio danni.

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Ringrazio il cielo

Giorni che passano tanto di fretta che ci si scorda di respirare e il cuore batte senza fare rumore perché troppe son le cose da fare.