Poesie, scritti e pensieri di Silvia Verga #paroledisilvia Silvia Verga nasce a Milano il 22 settembre del 1972. Si avvicina molto presto alla poesia per passione. I suoi primi scritti risalgono infatti ai 13 anni. Attualmente ama scrivere componimenti in verso libero ispirati alle sue emozioni, all'amore per i suoi cari e al mondo che la circonda.
lunedì 28 agosto 2023
Il mio rancore
e le mie tante imperfezioni,
quella che chiami ostinazione
ed è invece solo sensibilità.
domenica 27 agosto 2023
27 Agosto
che l'aria si rinfresca così
e il grande caldo se ne va
lasciandoci il ricordo di se.
È il regalo che vorrei farti,
ma che non ti arriverà mai
perché tu non sei più qui
e i giorni, sono assai vuoti.
Sono i doni che ti faccio io,
i miei gesti, tutte le mie idee,
la vita che conduco, l'amore,
che mi fa andare avanti qui.
Le parole spese ricordando
ciò che sei stato per tutti noi,
nei giorni trascorsi sulla Terra,
nelle strade da te calpestate.
Sono quei tuoi novant'anni
che proprio oggi non compirai,
ma che celebreremo quaggiù
parlando ancora e sempre di te.
Incarto la mia tristezza oggi
con un involucro di malinconia
e ti mando i miei auguri sinceri
che io sono certo tu riceverai.
Buon compleanno a te papà,
per oggi e per tutti quelli futuri,
un giorno poi li festeggeremo
fronte a fronte con un sorriso.
Dedicata ad Angelo, il suocero che non ho mai conosciuto.
venerdì 25 agosto 2023
In un caffè del centro
-Guarda quella donna seduta all'angolo, non trovi sia un po'... strabordante?
-Davvero, hai proprio ragione, chissà cosa mangia, quante cose avrà nel piatto...
Con una scusa si alza in piedi e nota una fetta di torta al cioccolato con accanto una tazza di the e commenta:
-Certo, finché mangi torte al cioccolato, come puoi sperare di essere snella ed elegante come noi.
Dall'altra parte della sala una giovane ragazza molto molto magra, che ha nel suo piatto una zuppa calda accanto ad un bicchiere di acqua. La signorina aggraziata continua il discorso dell'amica elegante:
-Dovrebbe essere lei a mangiare la torta al cioccolato non la grassona là in fondo.
-Credo fermamente che abbia qualche disturbo, si è anoressica di sicuro.
Ribatteva la compagna di tavolo proseguendo:
-Non come la pingue donzella che mangia dolci, lei è solo golosa e non ha alcuna forza di volontà...
-Si si lo penso anch'io.
Una perfida risatina concludeva il discorso. Loro si che erano perfette, dosate nei modi, misurate con il cibo e amanti del buongusto.
Mentre si pavoneggiavano chiassosamente, la ragazza in carne sentì tutto e decise di non assaggiare neanche un boccone di quel dolce che bramava, dopo mesi di estenuanti rinunce e la giovane molto magra si sentì nuovamente ingabbiata in uno stereotipo che non riusciva a scrollarsi di dosso. Lei, che soffriva di una patologia talmente grave, da impedirle di mangiare ciò che desiderava.
Al momento di pagare il conto, le due giovani signore scoprirono con sorpresa che il cameriere aveva addebitato loro anche la torta al cioccolato e la zuppa.
Indispettite domandarono il perché di quell'errore e, il giovane, molto galante, rispose:
-Per colpa vostra le due giovani là in fondo non hanno consumato il loro ordine, quindi lo pagherete voi.
martedì 15 agosto 2023
Prima Volta
Prima volta
È tutto organizzato, questa sera i miei non saranno a casa e io ho preso il telefonino e ti ho chiamato:
"Ti va di mangiare un gelato? Sotto casa mia c'è una gelateria buonissima".
Alla tua risposta affermativa, l'emozione ha cominciato a crescere. Come vestirmi? Mio Dio che disastro, devo iniziare il restauro completo.
L'ora è giunta, a breve citofonerai ed io, in preda all'ansia, ti raggiungerò.
Gusteremo il nostro gelato e poi:
"Ti va di salire?"
Accenderò un incenso al tuo profumo preferito, pensavo, un po' di musica soffusa e un buon bicchiere di prosecco, se il mio vecchio sapesse...
"Si, volentieri ", la tua risposta.
Seduti sul divano, fronte a fronte, la serata proseguiva con qualche parola e poi...un timido bacio ad occhi chiusi, una carezza sui capelli e giù, fino a sfiorarsi il ventre, le cosce che pian piano si rilassavano, mentre i vestiti volavano sul pavimento e si compiva ciò che avevi tanto atteso.
Stupendo? A tratti si, ma anche impacciato, timoroso, doloroso ed irripetibile. Perché la tua interezza, da oggi, non te la ridarà nessuno, ma serberai questo giorno come il primo tra i più importanti della tua vita.
E mentre vi guardavate negli occhi sognanti, piano piano vi riabbracciavate e un timido "ti amo" usciva dalla vostra bocca dando un senso definitivo alla vostra meravigliosa, tenera e sensuale prima volta.
Arrivederci Enrico
Arrivederci Enrico
Questo nostro mondo è popolato da una gigante varietà di individui provenienti dalle sue aree più disparate.
Quasi ognuno di noi, a modo proprio, è distinguibile dagli altri, chi per la propria personalità, chi per il carattere, insomma per differenti caratteristiche.
Poi, però, ci sono quelle persone che, a modo loro, preferiscono stare in disparte, nel silenzio. Poche incisive parole dette piano e nulla più.
Sono i timidi, quasi timorosi di disturbare la quiete altrui, fin troppo rispettosi dello spazio occupato dagli altri.
È così che vogliamo ricordare Enrico, appassionato di montagna e poco loquace.
Ci ha lasciati oggi, ancora una volta in silenzio ma, siamo certi che lascerà un grande vuoto.
Quindi ti diciamo addio, sicurii che un giorno ci ritroveremo, perché no, su una direttissima del paradiso, zaino in spalla e poche, incisive parole.
Ringrazio il cielo
Giorni che passano tanto di fretta che ci si scorda di respirare e il cuore batte senza fare rumore perché troppe son le cose da fare.
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La valle al primo mattino, sa di erba appena spuntata, e il sole, che si fa tanto piccino da inizio ad una nuova giornata. Il fresco friccic...
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Forse se alla tua età avessimo parlato avuto tanta forza per spiegare e raccontare con il cuore in mano tutto l'inferno che ci faceva s...
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Raggi di luce che riempiono il cielo, tutti i colori dell'arcobaleno, grandi distese di campi fioriti, la brezza leggera che ci rinfresc...